Guarisci la tua Vista,
Guarisci la tua Vita!
Per recuperare la vista dentro e fuori
Porti occhiali o lenti a contatto? La tua vista sfuoca di tanto in
tanto? Sei costretto a mettere lenti correttive sempre sempre più forti? Ti
trovi ad avere mosche volanti, irritazioni, disturbi vari?
Forse da ora puoi trovare una soluzione! Potresti scoprire di poter
fare a meno degli occhiali. Come? Modificando il tuo approccio con la vita e,
quindi, le tue idee.
Quali sono i punti chiave del metodo?
Ci hanno sempre convinto che gli occhi – diversamente dagli altri
organi - una volta “ammalati” non guariscono più. Ma è proprio così?
Se cambi il tuo punto di vista potresti scoprire che non è vero.
Esistono forti correlazioni tra la vista ed il modo di pensare:
frasi come “gli occhi sono lo specchio dell'anima” oppure “vedere il mondo” ne
sono una conferma.
La vista riflette tensioni nella tua vita: riconquistare una buona
visione significa ritornare in equilibrio dentro di sé, tornare ad esprimersi
per quello che sei. Ecco perchè “Guarisci la tua vista, Guarisci la tua vita”
considera l'individuo da tre punti di vista: fisico, mentale ed emozionale.
Da un punto di vista fisico......
Il primo a dire qualcosa di diverso fu un oftalmologo americano
verso il 1920, William Bates, che si rese conto che i più diffusi disturbi
visivi – miopia, presbiopia, ipermetropia, astigmatismo – sono causati da
muscoli oculari che rimangono in tensione e che, perciò, non funzionano a
dovere. Bates si inventò una serie di esercizi di ginnastica oculare che
permettevano ai suoi pazienti di recuperare vista, sfruttando il fatto che gli
occhi contengono una grande quantità di acqua, dunque dalla forma facilmente modificabile.
Ma si chiese anche: cosa causa questa tensione? La risposta fu: stress! Quindi
esercizi di rilassamento in generale, e agli occhi in particolare, sono una
vera manna per la nostra vista!
Da un punto di vista mentale.....
Questo livello è importante per più motivi. Anzitutto attiene alle
credenze, alle nostre verità che creano la nostra realtà. Se pensiamo che la
vista non sarà recuperabile, così sarà. Se pensiamo che sia guaribile, così
sarà. Dunque si tratta di avere idee aperte verso la possibilità di guarigione, atto
indispensabile per produrre una vista chiara. Inoltre l'immagine si forma nel
cervello, nella zona occipitale. Gli occhi sono uno strumento che recepisce le
informazioni, che poi vengono trasmesse in una specifica zona cerebrale là dove
si forma l'immagine. Possiamo sfruttare questa opportunità per lavorare
all'inverso: aiutare il cervello a mettere a fuoco meglio le immagini,
utilizzando le “immagini mentali”. Sappiamo che
il nostro cervello non è in grado di distinguere le immagini che
provengono dall'esterno, cioè portate dagli occhi, e quelle provenienti dalla
nostra immaginazione: per lui sono la stessa cosa.
Da un punto di vista emozionale....
Nella storia dello studio del recupero della vista compare M. Brofman, un
altro americano di New York, come Bates. Il quale approfondì ulteriormente gli
studi fatti e si chiese: cosa genera lo stress che poi blocca i muscoli e mette
in moto i vari sintomi? Emozioni! Non emozioni in generale, ma molto precise.
Infatti, tutti i miopi (ad es.) vedono la vita alla stessa maniera: bene da
vicino, male da lontano. Ciò che cambia è il concetto di vicino e lontano, a
seconda del livello di miopia. Quindi hanno tutti qualcosa in comune: vedono il
mondo alla stessa maniera, hanno lo stesso punto di vista. Cosa li accomuna?
Emozioni vissute in modo troppo forte per loro. Possiamo dire la stessa cosa
per tutti i sintomi: per i presbiti, gli astigmatici, gli affetti da cataratta,
strabici, occhio pigro, glaucoma, daltonici.......
Questo ci mostra lo stretto legame esistente tra la parte interiore
(mente, coscienza... comunque la vogliamo chiamare) ed il fisico.
Possiamo anche concludere che ogni
sintomo oculare è un messaggio per noi, messaggio che parla di
una tensione interiore dovuta ad emozioni vissute troppo
fortemente.
In sintesi, alcuni esempi del punto di vista emozionale.
Il miope sfuoca il mondo lontano perché fa paura; lo stato
emozionale del miope è la preoccupazione e la paura del futuro che lo
porterà a chiedersi: “come farò?” , “come andrà?”. Per questo usa le lenti
come schermo per proteggersi e dietro il quale nascondersi. Ecco perchè si
diventa miopi da giovani, quando si è più vulnerabili e la personalità non
ancora formata.
Il presbite mette a fuoco oggetti lontani, come se gli altri
fossero più importanti di lui: ma allo stesso tempo tiene il mondo lontano da
sé. E' il momento nel quale pensa a ciò che avrebbe potuto fare, ma non ha
fatto, a ciò che avrebbe potuto dire, e non ha detto; oppure a ciò che ha fatto
e detto e sarebbe stato meglio non fare e non dire. Il presbite vive con la
mente rivolta al passato e lo vede con rabbia e sensi di colpa. Ecco
perchè si diventa presbiti in età più avanzata, non per questioni anagrafiche,
ma per una “vecchiaia” percepita: il tempo è passato, certe situazioni non sono
più modificabili.
L'astigmatico vede il mondo o con contorni sfumati, o con
linee storte, o moltiplicando per 2,3 fino a 11 volte gli oggetti che sta
vedendo, non sa esattamente cosa desidera, ma si conforma ai desideri degli
altri, prendendo i valori dall'esterno e facendoli propri. E' un individuo confuso,
come la sua patologia.
Durata e orari
Il corso si svolge in un week-end dal sabato mattina alla domenica
sera.
Gli orari (indicativi) sono: dalle ore 9.00 alle 19,30
Sono previste pause pranzo, gli abiti comodi.
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